Per quale motivo dovrei donare il mio sangue?

Donare il sangue è un dovere civico, un atto volontario, generoso e gratuito.

 

A me non importa nulla: se ho bisogno, il sangue lo pago

Il sangue è un bene comune e per questo motivo non ha un valore economico e non può essere comprato sul mercato.

 

Come si fa a diventare donatore di sangue?

Il dono del sangue è un atto volontario e gratuito.

Per diventare donatori è necessario avere un età compresa fra 18 e 60 anni, pesare almeno 50 kg ed essere in buono stato di salute.

E'sufficiente recarsi presso la sede Avis del proprio comune e chiedere di entrare a far parte dell'Associazione.
Dopo l'iscrizione, vengono effettuati gli esami del sangue, l'elettrocardiogramma e la visita medica.
Il medico dell'associazione stabilisce, in base agli esiti, l'idoneità per i vari tipi di donazione.

 

Quanto tempo dura una donazione di sangue?

Una donazione di sangue intero richiede circa 5/10 minuti.

Un dispendio di tempo minimo per un grande dono.

 

E' necessario essere a digiuno per donare sangue?

Il mattino della donazione è preferibile aver fatto una colazione leggera a base di frutta fresca o spremute, thè o caffè zuccherati, fette biscottate. Non sono consentiti i grassi animali (latte, yogurt, crema, cacao, ecc.).

Nel caso in cui si debbano effettuare le analisi di laboratorio è necessario essere a digiuno.

 

Come mi devo comportare col datore di lavoro se effettuo la donazione durante un giorno lavorativo?

All'atto del prelievo venoso il donatore chiede al medico il certificato che viene rilasciato per giustificare l'astensione dal lavoro.

La legge del 04-05-1990 n. 107/90 prevede che: "I donatori di sangue e di emocomponenti con rapporto di lavoro dipendente hanno diritto ad astenersi dal lavoro per l'intera giornata in cui effettuano la donazione, conservando la normale retribuzione per l'intera giornata lavorativa".

 

Per quali motivi potrei risultare non idoneo a diventare donatore o essere escluso dalla donazione?

Per motivi di tutela della salute sia del donatore che del ricevente, esistono condizioni mediche per le quali una persona può essere ritenuta non idonea alle donazioni in modo permanente oppure esistono fattori contingenti che richiedono una sospensione dalle donazioni solo per un periodo di tempo limitato.

Le cause sono svariate ed è opportuno che ogni singolo caso venga valutato dal medico. Tuttavia si possono trovare alcune indicazioni nella pagina dedicata alle sospensioni.

Al medico che effettua il colloquio e valuta il modulo di consenso e accettazione prima della donazione, spetta il giudizio di idoneità per l'ammissione alla donazione stessa.

 

Che cos'è la plasmaferesi?

Oltre alla donazione di sangue intero è possibile effettuare anche la donazione soltanto di alcune componenti (plasma, piastrine, globuli bianchi). Questo tipo di donazioni sono dette aferesi.

Con l'ausilio di separatori cellulari è possibile separare e raccogliere dal sangue del donatore solo la componente di cui si ha necessità (plasma, piastrine, ecc.). Gli altri componenti vengono restituiti al donatore attraverso la stessa via venosa utilizzata per il prelievo.

Il materiale per il prelievo con cui viene a contatto il sangue del donatore all'interno del separatore è rigorosamente sterile e monouso.
Ogni set di materiale comprende: una campana centrifuga, un filtro, i tubi di raccolta ed una sacca in cui si raccoglie il plasma. Per ogni donatore viene utilizzato un set nuovo.

Si parla di ''plasmaferesi'' se si preleva solo plasma.

 

Perché dovrei iscrivermi all’AVIS?

Per un sentimento di partecipazione sociale solidale, per avere la certezza di aver salvato una vita con un gesto semplice compiuto in sicurezza, senza trascurare che il principale obiettivo dell'Avis è la tutela della salute non solo del ricevente, ma anche del donatore.
Il donatore si garantisce un controllo costante dello stato di salute, attraverso la visita medica e gli esami di laboratorio.
Grazie a questi stessi controlli viene tutelato anche il ricevente, riducendo il rischio di malattie trasfusionali.

Il sangue dei donatori Avis è reso totalmente disponibile alle strutture sanitarie pubbliche ed è gratuito per il ricevente. In questo modo si evitano speculazioni e mercato del sangue: nella necessità è diritto di tutti avere disponibili i componenti salvavita del sangue.

L’attività dell'Avis, attraverso la promozione al dono del sangue, mira a coinvolgere più donatori possibile.
La loro donazione periodica permette di aumentare la quantità di sangue disponibile per le necessità mediche, di ottenere l'autosufficienza, di evitare l’importazione di sangue dall’estero col rischio di trasmissione di gravi malattie (Epatiti, AIDS).

 

L'AVIS è una associazione di volontariato, con quali mezzi si sostenta?

Gli organi direttivi dell'associazione sono composti di associati volontari e nessun socio impegnato nell'Associazione, a qualunque titolo e con qualunque funzione, percepisce compensi.
L'AVIS sostiene economicamente la propria azione con i rimborsi stabiliti da un decreto ministeriale, ed erogati dalle Aziende Sanitarie e/o Ospedaliere.
Altre fonti di finanziamento sono costituite da contributi di enti locali ed elargizioni private.

 

C’è qualche pericolo nel donare sangue?

Grazie all'accurata selezione medica, per un adulto sano la donazione di sangue non comporta alcun rischio.
Ci sono precise disposizioni di legge in merito alla raccolta del sangue:
- l’uso di kit sterili monouso per il prelievo evita qualsiasi contatto tra il sangue di due donatori diversi anche all'interno dei separatori cellulari per aferesi.
- la quantità di sangue o componenti prelevata è rapportata al peso del donatore (chi pesa meno di 50 Kg non può essere ammesso alle donazioni).
- tra due donazioni di sangue intero deve trascorrere un intervallo minimo di tempo adeguato (per il sangue intero, ad esempio sono almeno 90 giorni per gli uomini e 180 per le donne in età fertile).
- Prima di ogni donazione devono essere misurati pressione ed emoglobina e deve essere effettuato un colloqui con il medico.
- una volta all'anno il donatore viene sottoposto a visita medica e dopo i 40 anni vengono intensificati i controlli dell'apparato cardiovascolare.