Informazione urgente

Sospenzione della donazione per almeno  6 MESI per i donatori che risiedono per motivi vari o hanno soggiornato anche per una notte nel comune di Ginosa e che non abbiano sofferto di episodi febbrili o di altra sintomatologia compatibile con la diagnosi di malaria durante il soggiorno o nei 6 mesi successivi al rientro.

Circolare del Ministero della Salute Prot. n. 2369.CNS.2017_Misure di prevenzione della trasmissione della malaria mediante la trasfusione di emocomponenti labili - Comune di Ginosa (TA)

Prot. n. 2369.CNS.2017_Misure di prevenz
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I donatori sono esclusi se hanno un rapporto a rischio, anche se protetto

In merito all''Editoriale dei lettori' pubblicato dal quotidiano Lastampa riguardante una ragazza esclusa dalla donazione per aver avuto un rapporto occasionale protetto, (http://www.lastampa.it/…/doni-il-sangue-attenta…/pagina.html) il Centro Nazionale Sangue precisa che il decreto ministeriale del 2 novembre 2015, che riporta le 'Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti', considera condizioni di rischio che comportano l'esclusione temporanea dalla donazione: l'aver avuto "rapporti eterosessuali/omosessuali/ bisessuali: con partner risultato positivo ai test per l’epatite Be/o C e/o per l’AIDS o a rischio di esserlo; con partner che ha avuto precedenti comportamenti sessuali a rischio o del quale il donatore ignora le abitudini sessuali; con partner occasionale; con più partner sessuali; con soggetti tossicodipendenti; con scambio di denaro e droga; con partner, di cui non sia noto lo stato sierologico, nato o proveniente da paesi esteri dove l’AIDS è una malattia diffusa". Queste limitazioni riguardano sia rapporti protetti che non protetti per garantire la massima protezione del ricevente; il colloquio con il medico selezionatore prima della donazione è mirato sia a rilevare possibili fattori di rischio legati anche a comportamenti sessuali del donatore sia a fornire al donatore stesso le informazioni necessarie a comprendere le ragioni delle esclusioni dalla donazione. Come riportato da diverse fonti, tra cui ad esempio il Cdc americano, https://www.cdc.gov/condomeffectiveness/brief.html, il condom pur costituendo una barriera utile ad impedire il passaggio dei virus responsabili delle principali malattie a trasmissione sessuale, non costituisce una protezione certa al 100%, soprattutto se non utilizzato in maniera corretta.
In Italia vi è un controllo attentissimo di tutto il percorso trasfusionale (dal momento della donazione a quello della trasfusione): la rigorosa selezione del donatore, all’interno di un modello di raccolta di sangue basato sulla donazione volontaria, anonima, responsabile, non retribuita e periodica, rappresenta un fattore fondamentale per garantire un elevato livello di sicurezza delle unità di sangue destinate alla trasfusione. Inoltre, ad ogni donazione il donatore viene obbligatoriamente sottoposto ad esami di laboratorio volti ad escludere la positività degli indicatori delle malattie infettive trasmissibili con la trasfusione.

 

 

 

Sangue. In Italia 1,7 milioni di donatori. Ma i giovani sono solo il 31%. Di questo passo tra qualche decennio fabbisogno a rischio

Presentato oggi all'Iss il rapporto 2015 del Centro nazionale sangue. L'83% dei donatori lo fa in maniera periodica e la fascia d’età dalla quale proviene la maggioranza dei donatori è rappresentata da persone in età compresa tra i 30 ed i 55 anni, una componente del corpo sociale destinata a ridursi in modo significativo nei prossimi decenni stando alle proiezioni demografiche. Per questo occorre un'oculata programmazione.

 

 

16 GIU - In Italia sono 1 milione e 717.520 i donatori di sangue, pari al 28,1% della popolazione. Nel complesso, il 69% è composto da uomini e il 31% da donne. I periodici costituiscono l’83%, mentre il 17% ha effettuato la prima donazione. Sono le cifre, relative al 2015, fornite nel corso dell’incontro ‘La vitale cultura del dono e il Sistema sanitario in Italia’, svoltosi oggi presso l’Istituto superiore di sanità e organizzato dal Centro nazionale sangue in collaborazione con le Associazioni e Federazioni dei volontari italiani del sangue, Avis, Croce Rossa, Fidas, Fratres. L’evento segue di due giorni la Giornata mondiale del donatore di sangue, che si celebra annualmente il 14 giugno.

“Lo slogan che l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha scelto quest’anno per celebrare la giornata mondiale: Blood connects us all, il sangue ci unisce tutti, evoca molti significati e stimola la nostra riflessione - osserva Angelo Lino del Favero, Direttore Generale dell’Istituto Superiore di Sanità -. La vitale solidarietà dei donatori di sangue rappresenta una testimonianza positiva della capacità della nostra società di allontanare da sé un atteggiamento di globalizzazione dell’indifferenza. In Italia il modello organizzativo trasfusionale ha raggiunto livelli molto alti, nonostante alcuni problemi relativi alla donazione. La nostra forza è stata quella di riuscire a ricondurre a sistema anche il mondo del volontariato, all’insegna di un coinvolgimento orizzontale. Si sta rivelando vincente l’idea di lavorare sulle grandi reti. Occorre disciplinare il donatore all’interno di un sistema organizzato, valorizzando la proficua collaborazione tra pubblico e privato sociale”.


La programmazione rappresenta, infatti, un nodo cruciale. Le donazioni registrano picchi in corrispondenza di specifici eventi mentre in alcuni periodi, estate in primis, si registra una penuria. Altro aspetto dirimente riguarda il coinvolgimento dei ‘nuovi italiani’ tra i donatori, sfida che passa necessariamente per un’implementazione dei meccanismi di inclusione. E si tratta di un fattore essenziale, soprattutto a fronte del progressivo invecchiamento della popolazione italiana tradizionale.

Nel 2015 in Italia sono stati prodotti 2.572.567 unità di globuli rossi, 276.410 unità di piastrine e 3.030.725 unità di plasma. Sono stati trasfusi 8.510 emocomponenti al giorno e curati 635.690 pazienti (1.741 pazienti al giorno). “L’83% dei donatori italiani dona in maniera periodica, non occasionale - spiega Giancarlo Maria Liumbruno, Direttore del Centro nazionale sangue - Questa fidelizzazione è fondamentale per via del legame molto stretto che esiste tra donazione volontaria, consapevole e non remunerata e qualità del sangue in termini di sicurezza. Grazie ai donatori l’Italia è un Paese autosufficiente già da diversi anni e normalmente esiste una situazione di bilancio positivo tra numero di unità di sangue ed emocomponenti donate e fabbisogno a livello locale. Nel periodo estivo alcune Regioni possono trovarsi in situazioni di carenza ma il Sistema è strutturato in modo tale da garantire la copertura dei bisogni trasfusionali attraverso lo scambio interregionale. È importante sottolineare che il sangue è una risorsa biologica limitata e, nel rispetto dei donatori, è necessaria una forte attenzione non solo agli aspetti produttivi ma anche all’appropriatezza dei consumi e alla gestione delle scorte. In questo senso serve un forte monitoraggio utile a garantire anche la sicurezza degli emocomponenti”.

La fascia d’età dalla quale proviene la maggioranza dei donatori è rappresentata da persone in età compresa tra i 30 ed i 55 anni, una componente del corpo sociale destinata a ridursi in modo significativo nei prossimi decenni stando alle proiezioni demografiche. La percentuale di giovani che sul numero totale di donatori, nel 2015, si attesta al 31.67% (13.39% classe di età 18-25 anni, 18.28% classe di età 26-35 anni) è ancora troppo bassa. Se si considerano i dati sull’invecchiamento della popolazione, infatti, tra il 2009 e il 2020, la riduzione dei donatori è stimata nel 4,5%.

“È necessario agire con consapevolezza di fronte a questa prospettiva per assicurare il ricambio generazionale” - aggiunge Vincenzo Saturni, Coordinatore protempore CIVIS (Coordinamento Interassociativo Volontari italiani sangue) - Tutti gli attori del Sistema sangue devono lavorare in sinergia in considerazione dalla rapida trasformazione demografica e sociale che è in atto nel nostro Paese. Una cultura del dono si esprime anche attraverso una attenta capacità di programmazione nazionale e locale delle attività di raccolta che sappia tener conto del contesto e dei bisogni reali della popolazione”.

Le Associazioni di donatori volontari di sangue si sono fatte promotrici, nel corso degli ultimi anni di numerose iniziative per l’integrazione sul territorio delle comunità immigrate. Due giovani donatori di sangue, Agar Agalliu e Elia Carlos Vazquez di origine albanese, e argentina rispettivamente, presenti alla giornata raccontano la propria esperienza di donatori e volontari attivi nella promozione del dono.
“Credo sia fondamentale che sia i nuovi italiani che gli immigrati donino sangue - dice Carlos Vasquez - perché hanno un’età media di circa 30 anni e sono in crescita demografica. Sappiamo che non esiste alcuna distinzione di cittadinanza ma, al contrario, il sangue è uguale per tutti. I gruppi sanguigni però sono distribuiti in maniera differente nelle diverse etnie e popolazioni, dunque è importante sensibilizzare verso la donazione tutti i membri appartenenti ad una comunità. Il gesto della donazione è un primo strumento che aiuta a riflettere, aumentare la propria consapevolezza, costruire amicizie e collaborazioni. Tutto questo facilita l’integrazione sociale”.

EMERGENZA SANGUE IN PUGLIA. IL DOTT. LUCIANO LORUSSO: RECATEVI A DONARE

 

Puntuale come ogni anno in estate siamo in emergenza sangue. Secondo i dati diffusi dal Centro Regionale per le Attività Trasfusionali, lo scorso mercoledi’, mancavano in puglia circa 230, duecentotrenta, unità di sangue per raggiungere l’autosufficienza, e questo dato ha avuto come conseguenza il ricorso all’acquisizione dalla Basilicata e dalla Campania delle untà carenti al fine di consentire la regolare prosecuzione delle attività assistenziali negli ospedali della Regione.

Ma la situazione oggi critica, nei prossimi giorni potrebbe diventare drammatica con il conseguente inevitabile blocco delle attività chirurgiche di elezione al fine di garantire solo le urgenze e le emergenze, che in estate non mancano di sicuro. Facilmente immaginabili i disagi e le ripercussioni sui poveri ammalati.

Da non sottovalutare anche il fatto che le altre regioni stanno cominciando ad accusare il colpo della drastica riduzione estiva delle donazioni e quindi potrebbero non soddisfare le eventuali ulteriori richieste provenienti dalla nostra regione. L’invito pertanto, davvero sentito, per i donatori e per chi non ha mai donato è quello, se possibile, di recarsi a donare, presso una qualsiasi struttura trasfusionale al fine di scongiurare il rischio di non poter garantire le terapie con quel farmaco tanto miracoloso quanto prezioso che appunto è il SANGUE.

IL Presidente Sezione Comunale Avis Ruvo
Dottor Luciano Lorusso

 

ASSOCIAZIONE VOLONTARI ITALIANI SANGUE
Comunale di Ruvo di Puglia

COMUNICATO

In qualità di Presidente dell’Associazione di Volontariato AVIS RUVO, a seguito delle numerose sollecitazione pervenute nelle ultime ore da parte dei soci donatori della stessa Organizzazione, disorientati e confusi da note di stampa locale diffuse, MI PREME PRECISARE QUANTO SEGUE: 
L'AVIS opera in ossequio ad un suo Statuto ed in aderenza ai Piani Sangue Nazionale e Regionali, al fine di:
- diffondere l'idea del dono e della solidarietà
- promuovere la raccolta di sangue;
- sorvegliare sul buon utilizzo dello stesso;
- suggerire iniziative utili al raggiungimento dell'Autosufficienza del sangue e dei suoi derivati in ambito nazionale;
- tutelare la salute dei donatori e dei riceventi, contribuendo all'educazione sanitaria e favorendo la medicina preventiva;
- sostenere e collaborare con altre associazioni di volontariato, soprattutto sanitario, con finalità attinenti alle proprie.
L'AVIS è costituita da uomini e donne, di ogni estrazione sociale, che donano volontariamente gratuitamente ed anonimamente il proprio sangue ed è da sempre presente ovunque nella società civile.. 
E', PER STATUTO, UN’ORGANZZAZIONE APOLITICA, aconfessionale, non ammette discriminazioni di sesso, razza, lingua, nazionalità, religione e ideologia politica ed esclude qualsiasi fine di lucro.
Pertanto nessuna indicazione di voto E’ STATA, E’ e SARA’ MAI FORNITA a soci e simpatizzanti, liberi di coltivare simpatie politiche a livello squisitamente personale, lasciando a tutti la libertà di scegliere sempre e solo il MEGLIO per il bene della comunità, nostro principale obiettivo.

Il Presidente AVIS COMUNALE RUVO
Dottor Luciano LORUSSO

Ruvo, 13/06/2016

La solidarietà di AVIS al Belgio e alla Croce Rossa
22-03-2016

AVIS NAZIONALE sta seguendo con attenzione gli sviluppi dei tragici attentati di questa mattina a Bruxelles, anche attraverso la mobilitazione della Croce rossa belga.
Nella giornata di oggi, il servizio trasfusionale dell'organizzazione sanitaria del Paese ha diramato inviti a donare sangue dei gruppi A e O negativi negli ospedali della Vallonia soprattutto nei prossimi giorni, dal momento che ragioni di sicurrezza impongono di non donare nei nosocomi della capitale.
Navette organizzate dalla stessa Croce Rossa trasportano il sangue per le decine di ferite da questi ospedali delle regioni limitrofe a Bruxelles.

Il presidente nazionale ha anche inviato un messaggio di solidarietà alla presidenza della Croce rossa belga.

Gentile Presidente,

a nome di 1.300.000 donatori di sangue AVIS, vi stringiamo in un abbraccio fraterno. La nostra solidarietà giunga a voi, ai feriti e ai familiari delle vittime dei terribili attentati di oggi.
Apprezziamo il vostro impegno e la vostra mobilitazione e siamo disponibili a valutare eventuali vostre richieste di collaborazione.
Cordiali saluti,
Vincenzo Saturni

Donazioni sangue. Ecco il decreto con i requisiti di qualità e sicurezza

In Gazzetta Ufficiale il decreto su qualità e sicurezza 29-12-2015

Il 28 dicembre è stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale il Decreto del Ministero della Salute 2 Novembre 2015 “Disposizioni relative ai requisiti di qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti”.

Per disposizione della legge N. 219 del 21 ottobre 2005 il Centro nazionale sangue (CNS) ha il mandato istituzionale di aggiornare le direttive relative alla qualità e sicurezza del sangue e degli emocomponenti.

Il nuovo decreto nasce dall’esigenza di adeguare le disposizioni normative sulla qualità e la sicurezza del sangue e dei suoi prodotti al progresso in ambito scientifico e tecnologico che la medicina trasfusionale ha compiuto nell’ultimo decennio. Infatti, il Decreto del 2 novembre sostituisce i precedenti Decreti Ministeriali del 3 marzo 2005, recanti “Protocolli per l’accertamento della idoneità del donatore di sangue e di emocomponenti” e “Caratteristiche e modalità per la donazione del sangue e di emocomponenti”.

Il nuovo disposto normativo in materia trasfusionale si basa sia su linee guida europee sia su linee guida e standard operativi nazionali, trasformandoli in norme cogenti per il sistema trasfusionale.

Esso si applica non solo al sangue e agli emocomponenti raccolti da donazioni volontarie e non remunerate, ma anche gli emocomponenti per uso non trasfusionale, a quelli per uso autologo (dei quali vengono fortemente limitate le indicazioni, in conformità alle più recenti evidenze scientifiche), alla raccolta di cellule staminali emopoietiche del sangue periferico (allogeniche e autologhe) e del sangue cordonale nonché alla raccolta di linfociti. Completano l’articolato 12 allegati tecnici che, spaziando in tutto l’ambito di riferimento normativo della medicina trasfusionale, rendono mandatori alcuni aspetti operativi del processo trasfusionale necessari a garantire qualità e sicurezza del processo trasfusionale tutelando donatori e pazienti.

I processi di selezione pre-donazione saranno maggiormente uniformi grazie all’obbligo di adottare, su tutto il territorio nazionale, un questionario anamnestico standardizzato sia per l’intervista pre-donazione, sia per quella post-donazione, in caso di positività ai test di screening. Sarà inoltre possibile raccogliere in modo più omogeneo i dati epidemiologici necessari per le valutazioni dei fattori di rischio di trasmissione di infezioni post-trasfusionali.

Inoltre, al fine di migliorare e uniformare le informazioni di base sui comportamenti sessuali a rischio con possibile impatto sulla sicurezza trasfusionale, il decreto conferisce al CNS il mandato di definire, entro un anno, il materiale informativo-educativo riguardante “il reclutamento dei donatori in relazione al rischio di trasmissione dell’infezione da HIV, comprensivo delle informazioni in merito alla disponibilità del test HIV presso strutture sanitarie diverse dai servizi trasfusionali”.

Per quanto riguarda il pannello degli esami di screening cui è sottoposto il donatore a ogni donazione, sono stati introdotti ulteriori requisiti di sicurezza basati sull’impiego di test che garantiscano un maggior livello di sensibilità e specificità.

Diventerà obbligatoria la leucodeplezione mediante filtrazione pre-storage (già ampiamente adottata in molti stati, non solo europei) con il duplice obiettivo di migliorare la qualità degli emocomponenti e di ridurre i possibili eventi avversi associati alla trasfusione, inclusa l’immunizzazione verso gli antigeni dei globuli bianchi.

Sono definiti i comportamenti da adottare per prevenire gli errori che possono comportare reazioni avverse alla trasfusione e viene introdotto l’utilizzo dei braccialetti, contenenti i dati identificativi dei pazienti candidati a terapia trasfusionale, al fine di garantire un più elevato livello di sicurezza della trasfusione, con particolare riferimento alla prevenzione delle reazioni da incompatibilità ABO.

Inoltre, allo scopo di prevenire la trasfusione evitabile, il decreto dispone che su tutto il territorio nazionale vengano definiti e implementati specifici programmi per la gestione del paziente candidato a trattamenti chirurgici programmati, sulla base di linee guida che il CNS emanerà entro 6 mesi dall’entrata in vigore del decreto. Le linee guida si baseranno sull’approccio PBM (Patient Blood Management), promosso dall’Organizzazione Mondiale della Sanità già nel 2010 e oggetto di specifiche raccomandazioni multidisciplinari recentemente pubblicate dal CNS con la collaborazione di SIMTI, SIAARTI, SISET, SIOT e ANMDO.

Per la prima volta sono definiti i requisiti dei sistemi gestionali informatici dei servizi trasfusionali e delle Unità di raccolta del sangue e degli emocomponenti.

In conclusione il nuovo decreto, strutturato in allegati tecnici per facilitare il tempestivo adeguamento della norma al progresso tecnico-scientifico in materia trasfusionale, allinea ulteriormente la medicina trasfusionale italiana agli standard di qualità e sicurezza internazionali e uniforma l’operatività delle strutture trasfusionali.

Comunicato del Centro Nazionale Sangue